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Abc

Capitolo 7 
 

Una mattina di settembre esco dal mio nido sicuro, dal mio luogo di protezione, la mia casa e mi incammino verso la scuola. Ho una buona sensazione, mi sento tranquillo e consapevole delle conferme avute. So che NON SONO SOLO.

Sale in me la voglia di imparare a leggere e a scrivere. Arrivo a scuola, faccio le prime conoscenze, conosco anche la signora Maestra, è una donna mite, dolce e amorevole, inconsapevole del fatto che lei sarà una pedina molto importante per il mio futuro. 

Siamo in aula iniziamo la giornata con una preghiera mattutina, dopodiché si volta e con la sua leggera, elegante ed indimenticabile calligrafia, le bianche lettere iniziano a prendere forma sulla lavagna, oggi impareremo le prime lettere dell’alfabeto. Le lezioni con la signora Maestra erano sempre belle, nella classe regnava il silenzio, tutti assorti ad ascoltare le sue storie e le sue spiegazioni.

Più avanti iniziò a farci disegnare e scopro il piacere di questa meravigliosa attività, tanto che a casa, la sera dopo aver cenato, prendo i miei fogli e le matite, mi siedo sulla sedia accanto al focolare e disegno, mia mamma è li accanto a me, seduta sul tavolo e con i piedi appoggiati sulla sua sedia intenta a cucire, il focolare è la nostra unica fonte di luce in questa piccola cucina, così cala una dolce atmosfera, l’amorevole volto di mia mamma è vivo nei miei occhi e mi avvolge il cuore di amore, permettendo il volo ai sogni più belli. 

 

E’ mattino, vado a scuola e mi rendo conto che manca qualcosa, tanto assorbito dal disegno, la sera prima, che ho dimenticato di fare i compiti, così la maestra mi fa rimanere fino alle sei per poter recuperare. 

La mia Maestra è una donna davvero buona e lo sento che ci tiene a me. Ama la natura e quindi di tanto in tanto ci porta fuori, mostrandoci le bellezze naturali del nostro Territorio. 

Una mattina usciamo, ci porta in giro facendo la sua consueta lezione all’aperto, d’un tratto si ferma.

Si gira verso tutti noi e ci dice: “Aprite gli occhi e guardate”. Penso tra me e me che ho già gli occhi aperti, cosa vorrà dire!

 

Riflettendo sulla sua frase, mi rendo conto pian piano di cosa volesse dire, inizio così ad osservare più profondamente ciò che vedo, la bellezza delle cose e tutto il resto, osservando così intensamente, non solo con gli occhi, mi sono da subito sentito più ricco, apprezzando anche i dettagli di ogni minima cosa, il nuovo modo di vedere, mi riempiva l’anima.

 

La maestra mi faceva disegnare molto, ed io d'altro canto non riuscivo a smettere. Nei giorni precedenti venne a sapere che avevo realizzato con il traforo la Tour Eiffel, ha insistito tanto per vederla che alla fine l’ha anche lasciata in bella mostra nella nostra classe.

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