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Il Primo Amore

Capitolo 11 
 

Come avvolto in un soffice manto di seta, è riposto nel mio cuore un ricordo molto prezioso, è chiuso lì, al riparo da tutto, custodito con amore. L’avevo conosciuta a scuola, era bellissima. Il mio era un sentimento platonico, chiuso nel mio cuore, ma pieno di entusiasmo, un sentimento puro che manteneva alti i miei valori più belli. 

Non le dissi mai nulla, ma lei viveva dentro di me.

Un mattino la incontrai per caso alla stazione del treno e la vidi camminare con la sua grazia e la sua decisione verso di me. Nel momento in cui ci trovammo abbastanza vicini, mi disse: “Io non capisco dove hai la testa, sei sempre così immerso nelle tue passioni.. ma sappi che se un giorno mi vedrai in compagnia di un ragazzo, la colpa sarà solo la tua.” 

Lei si sfogò così con me ed io capii che il sentimento era in realtà reciproco, ma aveva ragione lei, ero troppo preso dalla mia Arte, quello che lei chiamava solo “passione”, per me è linfa vitale.

 

Passò qualche anno da quell’episodio e una domenica pomeriggio sentii il bisogno di andare a messa, presi la bicicletta e andai a Vergiate a quella delle cinque, ma la sensazione che avevo era strana.

Entrai in chiesa e presi posto. Prima di iniziare l’omelia, il parroco chiese a tutti i fedeli di pregare per una ragazza che stava combattendo tra la vita e la morte. 

Il nome che avevano appena udito le mie orecchie rimbombava nella mia mente come eco nelle montagne, per poi esplodere e morire silenziosamente nel mio cuore, in quell’istante lo shock pietrificò la mia anima. 

Così, mi salutò un’ultima volta e andò in cielo il mio angelo di sempre, la mia musa ispiratrice.

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