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Dal profumo di una polenta

Il racconto di Umberto, il papà di Mario

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Capitolo 1 
 

E’ una domenica mattina, prendo la bicicletta e vado a San Sepolcro dal mio amico Cico Rosnati, percorro la strada di sempre, costeggio il lago e una volta arrivato a Ternate prendo la ripida salita di Via San Sepolcro. Scendo, prima di farmi male sulla strada fatta di sassi e proseguo gli ultimi metri a piedi, portando la bicicletta a mano.

 

Il mio arrivo a San Sepolcro viene accolto da un buon profumo di polenta che si sprigiona nell’aria, cerco con il naso e con gli occhi la provenienza e vedo che arriva da sotto un grande porticato, proprio accanto alla casa del mio amico. Mi avvicino incuriosito, la porta è aperta, non posso trattenermi ancora, devo assolutamente andarmi a complimentare con questa cuoca. Azzardo il mio ingresso in casa ed esordisco dicendo: “I miei complimenti signora, il profumo è delizioso”. Ci guardiamo negli occhi e noto con piacere che la signora in questione non è altro che una giovane ragazza intenta a cucinare questa squisita polenta per la sua famiglia. 

Questi occhi hanno un nome, lei si chiama Elvira.

Apparentemente dura, con i suoi lineamenti decisi e i capelli lunghi castano scuro, Elvira è una donna di una bontà inesauribile e di grande forza interiore. Due caratteristiche importanti, due valori giganteschi che la contraddistinguono dal resto del mondo. 

Il mio amico Cico mi raccomanda di fare il bravo con lei perché: “Quella è una brava ragazza”, così mi dice, prima di incontrarla di nuovo. 

Ormai le fughe per andare a trovare l’amico si sono trasformate in visite alla casa di Elvira, non posso far altro che andarla a trovare tutti i giorni.

 

Dopo una manciata di mesi che i due si frequentano, questa giovane coppia si sposa, Umberto inizialmente contrario, dopo qualche tempo cede e pronuncia il fatidico si. 

 

 Il forte legame tra Umberto ed i suoi amici di tanto in tanto causa qualche bisticcio tra i due coniugi, ma Elvira, dal suo animo così buono, non crea mai problemi. 

Lei, dalla bontà inesauribile e Lui, Umberto, detto anche “dio felice”, un uomo che ti accoglie sempre con un sorriso, non poteva che nascere da questa unione, un bambino con un grande cuore, dall’animo puro, con una forte sensibilità, erede di quel grande sorriso.

Mario.

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