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Il grande passo

Capitolo 9 
 

Sono seduto in classe, oggi verrà la direttrice. Si apre la porta e fa il suo ingresso una donna alta e magra, la prima cosa che mi colpisce è la piuma centrale attaccata al suo rosso cappellino rotondo. “Una donna indiana”, sono così felice ed emozionato nel vedere una donna indiana che sbadatamente coinvolgo tutta la classe in quest’euforia, che ahimè non viene vista di buon occhio dalla signora Direttrice e purtroppo mi segna un brutto 5 in condotta. Vuole guardare i nostri lavori e inizia a girare intorno alla classe, si ferma davanti alla mia Tour Eiffel. 

“Chi ha fatto questo lavoro?”, la mia maestra con orgoglio esclama “Quello del 5 in condotta”, la signora Direttrice rimane in silenzio, si può leggere lo stupore nei suoi occhi, la vedo incamminarsi verso la cattedra per affrettarsi e incredibilmente toglie il mio 5.

 

Molti anni più tardi da questo episodio, durante una mia mostra, vedo entrare una donna alta e magra, si avvicina e con timidezza mi dice “Sono stata la tua direttrice di scuola”. Che incontro emozionante.

 

E’ giunto il termine dell’anno scolastico e la mia maestra mi chiede di poter parlare con la mia mamma. Le vedo, una davanti all’altra, la mia maestra ha un’aria un pò preoccupata e un pò eccitata. 

“Elvira, non voglio che Mario si rovini, passando la vita qui circondato da gente che non lo apprezza, Vorrei portarlo a Milano, con il vostro permesso, voglio presentarlo ad un bravo maestro di pittura per vedere cosa dice, cosa ne pensa di questo ragazzo talentuoso”.

Mia mamma sorride, si vede la sua contentezza e accetta questa proposta.

Io rimango senza parole al solo pensiero, “Milano!”

 

 

Allora non sapevo nemmeno dove fosse Gallarate, figuriamoci Milano, la grande città.

Da lì a poco, la mia vita cambiò, quando mi trovai davanti il Maestro Adriano Gaioni.

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