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Pedalando verso la luce

Il racconto di Elvira, la mamma di Mario

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Capitolo 2 
 

Il vento mi rinfresca il viso sudato, qualche goccia scende lungo la guancia.

Le mani stringono forte il manubrio della bicicletta, così forte che sono segnate. Ogni pedalata è sempre più difficile, pesante e faticosa, ma ogni pedalata è anche piena d’amore, è piena di orgoglio. è piena di te.

Non ci sono altri mezzi per potermi spostare, quindi mi sento costretta a farlo. Mi distanziano 10 km dal reparto maternità dell’ospedale di Somma, e il pancione è davvero grande quasi da impedirmi di pedalare, ma so che posso farcela. 

 

Ci siamo, siamo arrivati, presto potrò guardarti negli occhi.

Nove lunghi mesi ed oggi finalmente potrò abbracciarti. 

 

L’ospedale è davanti a me.

 

Ti vedo ora, coccolato tra le mie braccia, orgogliosa di me stessa perché ce l’ho fatta, perché anche se è stato difficile, tu ora sei qui con me. 

 

E’ la mattina del  3 giugno 1945 e il mondo dà il benvenuto a Mario.

Viene alla luce così questo artista-contadino, sulle luminose sponde del lago di Comabbio, frutto di un amore forte e coraggioso.

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